Lingue Africane
Panoramica sulle principali lingue africane

Una prima classificazione esaustiva delle lingue africane risale agli anni '60, quando il linguista statunitense Joseph Greenberg propose un'accurata suddivisione della variegata costellazione linguistica africana. Eppure, nonostante il lavoro di Greenberg sia ancora considerato una pietra miliare per l'africanistica, ogni classificazione risulta essere ancora parziale...
02/04/2008



Lingue



Classificazione delle lingue africane
Fonte africanlanguages.com
In un continente così vasto e etnicamente frammentato, la costellazione linguistica è vastissima. Inoltre, quelle che conosciamo sono con molta probabilità soltanto una parte delle molteplici lingue parlate in Africa.

Fare una classificazione linguistica, soprattutto considerando l'evoluzione dei singoli idiomi, risulta del tutto impossibile.

Molte lingue sono sparite prima di lasciar traccia scritta, altre sono state abbandonate negli anni della colonizzazione europea, come nel caso dei popoli damara in Sudafrica che, nel corso degli anni hanno adottato l'Afrikaans (la lingua dei colonizzatori olandesi).

Al tempo stesso, la lingua più studiata è proprio africana ed è l'egiziano, del quale abbiamo testimonianze che ricoprono un arco di 4000 mila anni. Ma le migrazioni, la colonizzazione europea, il lungo processo di islamizzazione e gli sconvolgimenti geopolitici hanno reso ancora più complicato il quadro linguistico del continente.

La classificazione linguistica ancora tutt'ora utilizzata è quella di Joseph Greenberg che, nel 1963, con la pubblicazione di Languages of Africa propose la più accurata suddivisione degli idiomi africani.

Famoso per la teoria sugli Universali Linguistici, Greenberg suddivise le lingue del continente in famiglie linguistiche, testandone le somiglianze lessicali e sintattiche. In questo modo, risultarono esserci tre gruppi principali, o phyla:


  • Le lingue nilo-sahariane

  • Le lingue del gruppo Niger-Congo-Kordofaniano

  • Le lingue della famiglia afro-asiatica


  • In anni recenti sono state aggiunte alla classificazione le lingue Khoi-san.



    Le lingue nilo-sahariane - Il gruppo linguistico nilo-sahariano ricopre un'area molto vasta che, come lascia intendere il nome, tocca ad est la vasta regione dei Grandi Laghi, alle fonti del Nilo. Ad est segue il lunghissimo percorso del fiume più lungo del mondo per attraversare buona parte del deserto del Sahara e giungere ad ovest in Senegal e in Guinea Bissau.

    Tra le numerose lingue nilo-sahariane, vanno ricordate (soprattutto per motivi politici) le lingue parlate in alcune aree del Sudan come il nubiano (lingua antichissima, parlata dai discendenti della famosa civiltà Nubiana) o il fur parlato dall'etnia che dà il nome alla regione del Darfur.

    Nilo-sahariane sono anche la lingua degli acholi nel Nord Uganda e il maasai parlato in Kenia. Ad ovest, il wolof del Senegal ricopre notevole importanza, poiché assieme all'arabo è una delle lingue più parlate nel paese.




    Lo Swahili - Capitolo a parte va dedicato allo swahili, o più correttamente kiswahili, laddove il prefisso ki- in molte lingue bantu indica la lingua (letteralmente, parlo swahili).

    Lo swahili è una lingua estremamente semplificata appartenente al gruppo Niger-Congo-Kordofaniano, usata come pidgin o lingua franca in gran parte dell'Africa subsahariana.

    Da un punto di vista linguistico possiamo notare un lessico per lo più formato da parola importate dall'arabo, semplificate nella pronuncia. Del resto, la stessa parola swahili deriva dall'arabo sawâhil, che vuol dire "coste".

    Storicamente il kiswahili cominciò a diffondersi come lingua dei commerci sulle coste dell'Africa orientale, tra la Somalia e il Mozambico a partire dal XI secolo.

    Inizialmente scritto con caratteri arabi, attualmente lo swahili viena scritto in caratteri latini e gode di una notevole produzione sia letteraria che mediatica, utilizzato da molti programmi radiotelevisivi e giornali in tutta l'area sud orientale del continente.
    Le lingue Niger-Congo-Kordofaniano - Uno dei ceppi linguistici più ampi al mondo. Ricopre, infatti, una superficie vastissima che va dal Sahara fino a Capo di Buona Speranza, con eccezione di alcune sacche interne (nell'area sud occidentale e in Tanzania) in cui si parlano lingue Khoisan.

    Delle lingue del gruppo Niger-Congo-Kordofaniano la famiglia più conosciuta è quella bantu, alla quale appartengono circa 450 lingue.

    Il gruppo bantu è uno dei più studiati dai linguisti e africanisti, poiché, oltre a possedere una notevole uniformità tipologica, ricopre un'area vastissima che percorre tutta l'Africa sud-equatoriale.

    Le lingue bantu furono così denominate nel XIX secolo dal linguista tedesco Wilhelm Bleek, nella sua A Comparative Grammar of South African Languages. La parola significa "gente", plurale di muntu in zulu e in altre lingue.

    Tra le più importanti vanno ricordate, oltre al già citato zulu, lo isixhosa, il chivenda e il sesotho del Sudafrica, il kinyarwanda in Ruanda, il luganda in Uganda e il kikuyu in Kenia.




    Lingue Afro-Asiatiche - La famiglia delle lingue Afro-Asiatiche è molto complessa, soprattutto per la mistura di lingue originariamente africane ed altre, come nel caso quelle appartenenti alla famiglia Semitica, giunte nel continente dal vicino Medio Oriente.

    Molte delle lingue del gruppo Afro-Asiaticho sono antichissime e molte altre si sono estinte, come l'antico egiziano e il ge'ez, ora utilizzato come lingua della chiesa ortodossa in Etiopia.

    Tra le lingue attualmente parlate, vanno ricordare le lingue berbere, parlate in molte zone del Nord Africa, le lingue chadiche, come l'hausa parlato in Nigeria e Niger e lingue cuscitiche, come il somalo, l'afar, l'oromo e l'amarico, lingua ufficiale in Etiopia.

    L'arabo - In quasi tutta l'Africa settentrionale e in buona parte di quella subsahariana, l'arabo riveste un ruolo speciale all'interno delle lingue parlate nel continente.

    Di orgine Semitica, quindi legato all'amarico e all'ebreo, l'arabo si imposto attraverso la conversione all'Islam, in principio delle popolazioni nordafricane e poi di buona parte del continente.

    La sua forte connotazione religiosa fa si che l'arabo sia lingua ufficiale in nazioni dove le lingue maggiormente parlate sono altre, come nel caso delle Comore (dove la popolazione parla un dialetto swahili) e del Gibuti (dove si parlano per lo più il somalo e l'afar).




    Le lingue Khoisan - È il più piccolo gruppo linguistico del continente, il cui nome deriva dall’unione di due importanti tribù, i Khoi e i San. Le cinquanta lingue che lo compongono sono parlate da 120.000 persone sparse in varie zone dell'Africa subsahariana, tra il Sudafrica, la Namibia e il Botswana. Molti linguisti sono propensi a considerare il grupppo khoi-san come il più antico ceppo linguistico del continente.

    La parola Khoi è l'autonimo di quelle popolazioni chiamate dai boeri ottentotti, prevalentemente pastori, mentre San erno i boscimani, cacciatori e raccoglitori. Da un punto di vista linguistico, le lingue Khoisan si caratterizzano per la presenza di un suono, chimati click, unico al mondo (per intenderci, il click potrebbe somigliare al nostro "tc-tc" di disapprovazione).




    Il berbero - I dialetti berberi sono attestati, almeno parzialmente, fin dai tempi della conquista romana: le iscrizioni numidiche (il numidico, detto anche lingua afro-romanza o libico antico è una lingua Camitica, risalente al II secolo a.C.)

    In qualche modo le scritte numidiche sono continuate attraverso le scritte in tifinagh dei berberi del sud, i cosiddetti tuaregh (il termine è arabo e traduce il berbero amazight che vuol dire "abitante della Targa", cioè del Fezzan, regione della Liba meridionale).

    Se la politica marocchina ha consentito, poi, l’uso della lingua berbera nei media e in situazioni semiufficiali, in Algeria l'arabizzazione post-coloniale ha impedito fino a tempi recenti l'utilizzazione del berbero, talvolta con dure repressioni delle rivendicazioni di intellettuali e studenti.

    Nonostante i dialetti berberi siano riusciti a sopravvivere, tranne che nelle Canarie, in certe aree del continente il pericolo di estinzione pesa: gli amazight, in quanto nomadi, sono "rifiutati" sia in Algeria che in Niger.
    Il problema linguistico africano - Con la nascita degli stati indipendenti africani, la question linguistica ha assunto un aspetto per nulla marginale.

    Il rapporto tra lingua e strutture politiche è molto più incisivo proprio in quegli stati in cui la presenza coloniale ha imposto un ordine difficile da riequilibrare e le scelte linguistiche adoperate dagli stati nazionali sono il riflesso diretto di tale squilibrio.

    Il rischio, infatti, è proprio che la varietà linguistica del continente venga sempre più sparendo in favore delle lingue europee come il francese e l'inglese.

    In Nigeria si parlano oltre 60 lingue, come lo yoruba, lo hausa e l'igbo, ma è l'inglese l'unica lingua ufficiale, capace di risolvere i problemi di comunicazione tra le varie etnie.

    Lo stesso accade in Senegal con il francese. Nonostante il wolof sia lingua nazionale e il peso di intellettuali come Senghor che ne hanno favorito produzione letteraria, la lingua dei coloni europei è l'unica ufficiale e considerata colta.

    Il Sudafrica, invece, è l'unico paese a riconoscere come ufficiali una molteplicità di lingue africane, (Zulu, Xhosa, Swazi, Ndebele, Sesotho, Sesotho del nord, Tsonga, Tswana, Venda), ma l'Afrikaans e l'Inglese rivestono comunque un ruolo di prestigio.

    La Somalia è uno dei pochi stati che non avrebbe avuto problemi di pianificazione linguistica nel momento dell’indipendenza: il somalo, pur con varianti dialettali non sempre insignificanti, è la lingua del 95% della popolazione.

    Ma la pressione dei paesi colonizzatori, Italia e Gran Bretagna, ne hanno complicato notevolmente il quadro linguistico. Al tempo stesso, anche l'arabo, il cui valore era strettamente legato all'Islam, religione di stato, aveva un notevole peso. Fu Siyaad Barre che nel 1972 decise di adottare il somalo come lingua ufficiale, scritto però con l'alfabeto latino.

    L'arabo fu la lingua dei colonizzatori in Nordafrica. Anche se l'islamizzazione non coincise sempre con l'arabizzazione linguistica, di sicuro l'uso della lingua semitica soppiantò molte delle parlate locali, in particolare il berbero.




    Le lingue dei colonizzatori - Delle lingue dei colonizzatori, sono sopravvissute soltanto in tre. Il tedesco rimane in uso solo in Namibia e ciò con la scomparsa delle colonie tedesche dopo il primo conflitto mondiale (Camerun, Togo, Tanganyika).

    Lo spagnolo sopravvive nella Guinea Equatoriale e nelle enclave spagnole in Marocco di Ceuta e Melilla. L'italiano è ancora largamente conosciuto in Eritrea, ma ormai poco in Etiopia e, in Somalia, se fino alla guerra civile era largamente usato, almeno a Mogadiscio e nelle città costiere (ma non nell’ex-Somaliland), oggi è in forte regresso.

    Di fatto, ciò che osserviamo è che la grande maggioranza degli stati africani utilizza come lingue ufficiali due lingue, l'inglese (17 stati, da solo o associato ad altra lingua, e inoltre Saint Helena, ancora colonia britannica) e il francese (19 stati, oltre a Mayotte e La Réunion).

    In certi casi col paradosso di usarle entrambe, come è il caso del Camerun (un caso analogo di condominio culturale postcoloniale è nelle Vanuatu). Altrettanto forte la posizione del portoghese, ufficiale in Mozambico, in Angola, nel Capo Verde, nella Guinea Bissau e a São Tomé.




    Elenco delle principali famiglie linguistiche africane:



  • Lingue nilo-sahariane

  • 1) songhai
    2) Sahara centrale: kanuri, teda, zaghawa
    3) maba
    4) fur
    5) coman
    6) lingue del Chari e Nilo:
    orientali: nubiano, didinga-murle, barea, tabi, teuso, nyimang e ingue nilotiche (orientali, meridionali e occidentali)
    centrali: bongo-bagirmi, kreish, moru-madi, mangbetu, lendu
    lingue isolate: berta, kunama

    Le lingue nilotiche a loro volta comprendono:
    1) occidentali: nuer, dinka, lwo
    2) orientali: acholi, kumam
    3) meridionali o nilo-camitiche: maasai, bari, turkana, lotuho

    Le lingue del gruppo sahariano occidentale potrebbero essere classificate come segue, e si comprende così la complessità degli schemi:
    Gruppo settentrionale:
    1) lingue del Senegal (wolof, fula, serer)
    2) lingue Cangin (lehar, ndut, ecc.)
    3) lingue Bak (diola, manjaku, balanta, ecc.)
    4) lingue della Guinea Bissau/est Senegal (tenda, konyagi, biafada, kobiana, banhum)
    5) nalu

    Gruppo meridionale:
    1) sua
    2) lingue Mel (temne, baga, koba, sherbro, gola...)
    3) limba


  • Lingue Niger-Congo-Kordofanianee

  • Niger-Congo
    Lingue kordofaniane
    Lingue mande: bambara, soninke
    Sottogruppo congo-atlantico
    Lingue atlantiche: wolof, parlato, fula
    Lingue ijoid (lingue ijo e il defaka)
    Lingue dogon
    Sottogruppo Volta-Congo
    Lingue senufo: senari e supyire.
    Lingue gur: dagbani
    Lingue adamawa-ubangi: sango
    Lingue kru: Bìbété, il Nyabwa, e dida.
    Lingue kwa: l'akan, le lingue gbe, di cui quella più conosciuta è l'ewe.
    Lingue benue-congo, che includono tra l'altro:
    Lingue bantu: swahili (Kiswahili, zulu e molte altre lingue dell'Africa centro-meridionale).
    Lo yoruba e l'igbo.


  • Le lingue afro-asiatichee

  • 1) i vari dialetti berberi del Nordafrica;
    2) l’antico egizio;
    3) le lingue cuscitiche (somalo, afar, oromo, ecc.);
    4) le lingue chadiche (hausa);
    5) le lingue dell’Omo;
    6) le lingue semitiche.

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