Il massacro di My Lai

Il più grave eccidio della guerra in Vietnam

Il massacro del villaggio di My Lai costituisce una della pagine più drammatiche della guerra in Vietnam che dal 1964 al 1972 vide impegnati gli Stati Uniti contro i ribelli Vietcong. Il 16 marzo 1968 il 48° Battaglione della fanteria statunitense giunse nel villaggio di My Lai nel sud del Vietnam.

Secondo informazioni militari, gli abitanti del villaggio avrebbero offerto ospitalità ai ribelli del Fronte Nazionale per la Liberazione del Sud Vietnam (conosciuti come Vietcong). All'arrivo, i militari non incontrarono alcuna resistenza.

Anzi, il villaggio era popolato per lo più da donne e bambini, disarmati. Ma sotto ordine del Colonnello Oran K. Henderson, il battaglione rase al suolo il villaggio, bruciando le case, uccidendo ogni forma di vita, compreso il bestiame. Nei giorni successivi la rivista militare Star and Stripes riportò: "La fanteria americana ha ucciso 128 comunisti in una battaglia durata un giorno intero." ("U.S. infantrymen had killed 128 Communists in a bloody day-long battle.")

Il massacro di My Lai passò sotto silenzio fino a quando il giornalista Seymour Hersh, per questo vincitore del prestigioso premio Pulitzer, nel 1969 riuscì a svelare quanto accaduto l'anno prima in Vietnam. In poco tempo, il tragico eccidio perpetuato dall'esercito statunitense fece il giro di tutti i media.

Le maggiori testate come il New York Times, la CBS, il Washington Post pubblicarono foto, testimonianze di reduci di guerra che dimostravano le atrocità commesse dagli americani contro i civili inermi. Il bilancio era atroce. In un solo giorno la fanteria uccise dai 347 ai 504 civili (le stime sul numero esatto delle vittime sono imprecise, e oscillano tra le stime statunitensi, 347, a quelle del governo vietnamita, 504).

Come da copione, purtroppo, le violenze non si fermarono sterminio, ma secondo alcune testimonianze, i militari violentarono molte donne e mutilarono i cadaveri. All'epoca del massacro di My Lai, Colin Powell, ex segretario di stato dell'amministrazione Bush, aveva 31 anni. In qualità di Maggiore dell'Arma, il giovane Powell fu incaricato di investigare su una lettera che un giovane soldato Tom Glen aveva scritto al Generale Creighton Abrams, comandate dell'esercito USA in Vietnam.

Nella lettera Glen denunciava le violenze perpetuate dai soldati statunitensi ai danni della popolazione sud-vietnamita. Powell nel suo report scrisse: "In totale disaccordo con tale descrizione c'è il fatto che i rapporti tra soldati americani e la popolazione vietnamita sono eccellenti". Il 4 maggio 2004, intervistato da Larry King in merito alle violenze del carcere iracheno di Abu Ghraib, Powell, all'epoca segretario di Stato dell'amministrazione Bush, riferendosi alla sua esperienza in Vietnam disse: "ero in un'unità responsabile del My Lai. Andai lì dopo quello che era successo. In guerra, queste cose succedono sempre, ma sono sempre da deplorare".

"I mean, I was in a unit that was responsible for My Lai. I got there after My Lai happened. So, in war, thes"I mean, I was in a unit that was responsible for My Lai. I got there after My Lai happened. So, in war, these sorts of horrible things happen every now and again, but they are still to be deplored."

[Nell'immagine: Donne e bambini a My Lai poco prima di essere uccisi dai militari statunitensi]

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