La politica interna di Clinton

Punto forte della vittoria di Bill Clinton nelle presidenziali USA del 1992 fu proprio la promessa di modificare il welfare, aiutando soprattutto le classi più abbiette, sfavorite dalle politiche liberali di Reagan e in balia della crisi economica dei primi anni '90. Il primo atto fu, infatti, il Family and Medical Leave, una legge che permetteva ai lavoratori di ottenere permessi speciali per cure mediche o maternità.

Clinton cercò anche di aprire l'esercito all'arruolamento di gay e lesbiche. Ma l'opposizione da ambo le parti (la comunità omosessuale giudicò la misura troppo blanda, mentre i conservatori la consideravano del tutto inaccettabile) spinse l'amministrazione Clinton a implementare la cosiddetta politica del Don't Ask, Don't Tell, secondo la quale gli omosessuali potevano servire l'esercito fin quando la loro sessualità rimaneva nascosta.

Durante il primo mandato, sia la maggioranza del Senato che del Congresso era democratica, cosa che non accadeva da più di 40 anni. Clinton, però, era esponente di una corrente moderata e centrista del partito, chiamata New Democratic, più aperta al libero mercato, erede dei successi economici di Reagan. Sul fronte economico, infatti, la sua amministrazione intervenne seguendo, in parte, la ricetta di Reagan, favorendo, però, le piccole e medie imprese.

Diversamente dalle politiche neoliberali del suo predecessore, Clinton cercò di favorire anche le famiglie più povere, estendendo il Earned Income Tax Credit (assegni familiari per figli o parenti a carico). Nell'agosto 1993, con il Omnibus Budget Reconciliation Act, l'amministrazione tagliò le tasse a 15 milioni di famiglie povere e allo stesso tempo ridusse la pressione fiscale per il 90% delle piccole aziende, bilanciando il budget statale con un aumento per i ceti più abbienti.

Gli anni di Clinton furono caratterizzati dal primo boom di internet, tanto che il 21 ottobre 1994 il presidente fece aprire il primo sito online della Casa Bianca, offrendo ai cittadini una maggiore trasparenza sulle attività di governo. Il 17 luglio 1996, fu emesso l'Executive Order 13011 - Federal Information Technology (l'Ordine Esecutivo 13011 – Tecnologia Informatica Federale) con il quale tutte le agenzie federali erano obbligate ad utilizzare internet per offrire al pubblico un maggiore servizio informativo.

Clinton capì soprattutto che l'economia mondiale stava cambiando. Il crollo del comunismo coincideva con la nascita di nuovi mercati. Le nuove tecnologie si stavano evolvendo sempre più, in particolare nel settore informatico. Per la prima volta si cominciò a parlare di globalizzazione e di economia globale. La prima sconfitta dell'amministrazione Clinton arrivò nel 1993, quando la moglie di Bill, Hillary Clinton, capo della Task Force on National Health Care Reform, cercò di modificare il sistema sanitario americano.

L'America rimane ancora tuttora l'unico paese industrializzato a non possedere un sistema sanitario statale, dove le spese mediche sono a carico dei cittadini che, attraverso compagnie assicurative private, possono scegliere quale tipo di assistenza richiedere. I critici considerano tale sistema sanitario iniquo, perché legato alla disponibilità economica dei singoli cittadini, dove le prestazioni mediche dipendono dalla possibilità di sottoscrivere un piano assicurativo adeguato.

Le leggi in materia sono regolate dai singoli Stati che possono decidere, come nel caso di Minnesota e Hawaii, di avere un sistema sanitario statale. Mentre per veterani di guerra, portatori di handicap, o famiglie povere ci sono speciali programmi come Veterans Health Administration, Medicar o Medicaid. Una delle maggiori promesse elettorali di Clinton era proprio riuscire a modificare un sistema, giudicato da molti, sia in America che all'estero, incapace di rispondere alle necessità primarie dei malati.

Il programma proposto dalla Clinton e da Donna Shalala, Segretario per la Salute, prevedeva l'obbligo per tutti i cittadini americani e per gli stranieri residenti negli States di sottoscrivere un piano sanitario, e impediva la cancellazione da qualsiasi lista senza essere coperti da un altro piano sanitario adeguato, garantendo alle famiglie più povere assistenza medica gratuita. Nel 1993, lo stanziamento iniziale, di 4,5 miliardi per implementare il nuovo sistema avrebbe dovuto raggiungere i 38,3 miliardi nel 2003.

La riforma di Hillary e fu duramente osteggiata dai conservatori della Association of American Physicians and Surgeons (AAPS, Associazione Medici e Chirurghi americani) e da altre lobby legate al settore farmaceutico. Una dura propaganda mediatica contro la proposta spinse la maggioranza del Congresso a non approvare il nuovo piano sanitario. La fallita riforma sanitaria fu la grave sconfitta del primo mandato presidenziale di Clinton che riuscì comunque a superare le elezioni del 1996 con il 49,2% delle preferenze, contro il 40,7% del candidato repubblicano Bob Dole. Ma nelle elezioni di mezzo termine (mid-term election) del 1994, il partito Democratico perse la maggioranza sia in Senato che al Congresso.

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