Satyagraha e la nonviolenza

Satyagraha e la nonviolenza – La parola Satyagraha deriva dai termini in sanscrito satya(verità) la cui radice sat significa Essere/Vero, e Agraha, (fermezza, forza) ed è alla base del pensiero politico di Gandhi. In politica, "forza della verità" si traduce in lotta non violenta. Nel pensiero di Gandhi confluirono molteplici elementi, che partivano dalla tradizione spirituale indiana per incontrare il socialismo tardo vittoriano di John Ruskin e il cristianesimo umanitario di Lev Tolstoj. Ruskin, in A quest'ultimo, oltre ad criticare il capitalismo della prima rivoluzione industriale, esaltava un modello di vita semplice, in cui il lavoro doveva tornare ad una dimensione umana. Tra i testi induisti, invece, spiccava il Bhagavadgita, poema sanscrito di circa 5000 anni fa, per gli Indù l'equivalente della Bibbia cristiana. Grande influenza ebbe anche l'opera di Lev Tolstoj, con il quale Gandhi ebbe una fitta corrispondenza, in particolare il libro Il Regno di Dio è in voi, del 1892, in cui Tolstoj indagava sul dovere della cristiana "non resistenza al male". Il testo si ispirava a sua volta al concetto di disobbedienza civile teorizzata e praticata daHenry David Thoreau, il quale, nel saggio del 1849 intitolato proprio Disobbedienza civile.

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