La pista italiana

Ad aprile del 1990 il quotidiano svedese Dagens Nyheter scrisse che Licio Gelli, il Gran Maestro della loggia P2, avrebbe spedito, tre giorni prima dell’assassinio, un telegramma ad un agente della Cia: "dite al vostro amico che l'albero svedese sarà abbattuto". Secondo la commissione d’inchiesta svedese la notizia era di estrema rilevanza. Intanto il giornalista della Tg1 Ennio Remondino portò avanti un'inchiesta che, però, ebbe vita breve. Licio Gelli denunciò la Rai, Francesco Cossiga allora presidente della Repubblica, scrisse una lettera al presidente del Consiglio Giulio Andreotti e il direttore del TG1 Nuccio Fava fu licenziato. Qualche anno dopo, in un'intervista l'ex agente Cia, Dick Brenneke, oltre a confermare l'esistenza del telegramma, dichiarò che la Cia finanziava la P2 per contrabbandare armi e droga e per destabilizzare il paese.

Condividi questa pagina