Una testimonianza speciale

Robert Fisk, corrispondente del quotidiano britannico The Indipendent, nonché uno dei massimi esperti di questioni medio orientali (Fisk è uno dei pochi giornalisti ad aver intervistato Osama Bin Laden) fu uno dei giornalisti ad entrare nei campi profughi subito dopo il massacro. Il suo è un racconto di atrocità inaudite soprattutto nei confronti di donne e bambini. Ecco un breve passaggio: "Era un omicidio di massa, […] un'atrocità. Andava persino oltre quello che Israele avrebbe definito, in altre circostanze, attività terroristica. Era un crimine di guerra. This was a mass killing, […] an atrocity. It went beyond even what the Israelis would have in other circumstances called a terrorist activity. It was a war crime. Avremmo potuto testimoniare pochi morti; anche dozzine di corpi, uccisi nella foga del combattimento. Ma c'erano donne che giacevano nelle loro case con le gonne tirate sopra la cintola e le gambe aperte, bambini con le gole tagliate, file di giovani uomini fucilati dopo essere messi al muro per l'esecuzione. C'erano bambini – bambini anneriti perché massacrati più di 24 ore prima e i loro piccoli corpi ancora in stato di decomposizione – gettati assieme ai mucchi di spazzatura assieme a lattine di razioni militari lasciate dagli americani, equipaggiamenti israeliani e bottiglie di whisky. We might have accepted evidence of a few murders; even dozens of bodies, killed in the heat of combat. But there were women lying in houses with their skirts torn up to their waists and their legs wide apart, children with their throats cut, rows of young men shot in the back after being lined up at an execution wall. There were babies - blackened babies because they had been slaughtered more than 24-hours earlier and their small bodies were already in a state of decomposition - tossed into rubbish heaps alongside discarded US army ration tins, Israeli army equipment and empty bottles of whiskey." Leggi l'articolo integrale

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