I difficili nomi arabi

Il 23 settembre 2001, due importanti testate giornalistiche britanniche BBC e Daily Telegraph, riferirono che alcuni dei sospetti attentatori erano "vivi e vegeti". Pochi giorni dopo gli attentati suicidi, la FBI mostrò le fotografie dei presunti kamikaze, tra cui compariva il nome del pilota saudita Waleed Al Shehri, ma secondo la BBC, Al Shehri viveva a Casablanca, in Marocco, dove stava seguendo un ennesimo corso di aviazione per conto della compagnia area Saudita. ("[Al Shehri] ammette di aver seguito dei corsi presso la scuola di aviazione a Daytona Beach, negli USA, e di essere lo stesso Waleed Al Shehri a cui si riferisce la FBI. Ma dice di aver lasciato gli States a settembre dell'anno scorso per diventare pilota della Saudi Arabian airlines e adesso sta seguendo un altro corso di aviazione in Marocco"
Hijack 'suspects' alive and well) Anche se la stessa BBC ha confermato che il Waleed Al Shehri trovato in Marocco era un omonimo del dirottatore, lo scoop della televisione di stato britannica, in seguito ripreso anche dal New York Times, dimostra la grande confusione che regnava nei giorni successivi agli attentati. Nonché la gran fretta delle autorità statunitensi nel dare un volto al "nemico", spesso confondendo nomi e identità.

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