Politica ed economia in Ruanda

Il potere legislativo è affidato al Parlamento, composto dal Senato e dalla Camera dei Deputati. Il Senato è formato da 26 membri di cui 12 rappresentanti delle singole province, 8 scelti dal presidente, 4 designati dal Forum of Political Organizations, organizzazione politica semi-governativa, e 2 professori scelti tra università pubbliche e private. La Camera è composta da 80 deputati, di cui ben 24 devono essere donne.

In questi anni il governo ha dato forti segni di riconciliazione per eliminare le tracce dell’odio etnico, lo stesso Kagame si presenta come ruandese e non come Tutsi. Tanto che nella costruzione si legge che lo stato si impegna a “combattere l’ideologia del genocidio e tutte le sue manifestazioni, sradicare divisioni etniche, religiose o di altro tipo e promuovere l’unità”.

Sul fronte economico, nonostante gli sforzi di Paul Kagame, l'attuale presidente ruandese, di intensificare le esportazioni di te e caffè, il Ruanda rimane uno dei paesi più poveri al mondo, con due terzi della popolazione che vive al di sotto della soglie di povertà.

[Nell'immagine: Paul Kagame]

La politica di Kagame

Nell’agosto 2003, Paul Kagame, leader del Fronte Patriottico Ruandese, ha vinto le prime elezioni presidenziali tenutesi in Ruanda dopo il genocidio del ’94. L’attuale clima politico è disteso, anche se forti sono state le critiche nei confronti di Kagame per l’aver preso parte alle guerre in Congo. Sebbene nella costituzione ruandese si legga che lo stato è una repubblica indipendente, “democratica, sociale e secolare” e che il potere “deriva dal popolo”, la strada verso la democrazia è ancora lunga. Solo poco prima delle elezioni del 2003, infatti, vennero legalizzati i partiti di opposizione, pertanto non esiste movimento politico opposto al presidente.

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