Bush senior e la prima guerra del Golfo

L'amministrazione di Bush senior viene ricordata soprattutto per aver preso parte alla prima Guerra del Golfo contro il rais (dittatore) iracheno Saddam Hussein. Ex vice di Ronald Reagan, Bush fu eletto alla guida degli Stati Uniti il 20 gennaio 1989. Dal precedente capo della Casa Bianca, però, il neo presidente ereditò soprattutto il pesante debito pubblico. I tagli delle tesse previste dalla politica economica di Reagan rischiavano di diminuire la disponibilità economica dello Stato.

Dal 1980 al 1980, infatti, il deficit si era triplicato, raggiungendo i 220 miliardi di dollari. La ricetta di Bush era un taglio drastico delle spese, ma la maggioranza del Congresso, all'epoca Democratica, fece pressione sul presidente ed ottenne un aumento delle tasse e della spesa pubblica. In questo modo, Bush si attirò l'inimicizia della sua parte politica e una crescente impopolarità all'interno del paese. Nel 1992 l'economia era ferma e la disoccupazione raggiunse il 7,8%, il tasso più alto dal 1984.

Per sua stessa ammissione, Bush era molto più interessato alla politica estera. Mentre l'URSS si andava man mano sgretolando, un'altra minaccia sembrò allertare la Comunità Internazionale. Il 2 agosto 1990, Saddam Hussein, presidente iracheno, invase il vicino stato del Kuwait, rivendicando la propria autorità sui territori kuwaitiani, e accusando il piccolo emirato di aver abbassato il prezzo del greggio estraendone più di quanto concordato in sede OPEC.

Il 17 gennaio 1991, il contingente internazionale attaccò i militari iracheni.L'operazione delle esercito USA prese il nome di Desert Storm ("Tempesta nel deserto"). In pochi giorni, dopo una serie di bombardamenti, l'avanzata delle forze di terra conquistò il suolo iracheno, costringendo, il 26 febbraio 1991, il rais ad ordinare il ritiro delle truppe dal Kuwait, che fu liberato definitivamente due giorni dopo. Durante le operazioni di ritirata, le truppe irachene incendiarono tutti i campi petroliferi che trovarono lungo la strada. Gli accordi postbellici restrinsero molto il raggio d'azione del rais. Le Nazioni Unite imposero a Baghdad di rinunciare alla costruzione delle famigerate armi di distruzione di massa (cioè, armi chimiche, biologiche o nucleari).

Inoltre, i paesi del Golfo, confinanti con l'Iraq, acconsentirono ad ospitare basi statunitensi in cui aerei USA e britannici avevano il compito di sorvegliare le due no-fly zones (spazi aerei, uno al nord e uno al sud dell'Iraq, interdetti ai velivoli militari iracheni). Le sanzioni imposte nel 1990 subito dopo l'invasione del Kuwait non furono abrogate ma trasformate nel programma Onu Oil for Food.

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