La ripresa economica e la "costruzione" del Canada

La fine della seconda guerra mondiale rappresentò per il Canada, così per il resto del mondo occidentale, un periodo di grande ripresa economica, grazie soprattutto agli stanziamenti militari americani.

Entrando nella NATO, infatti, il Canada ospitò numerosissime basi statunitensi, ricevendo in compenso cospicui finanziamenti economici. A differenza dei propri vicini americani, il sistema sociale ed economico canadese aveva come perno uno stato sociale solido, soprattutto nell'ambito medico sanitario. Un esempio è Mediacare, l'agenzia governativa (utilizzata anche negli USA anche se in misura diversa) che gestisce l'assistenza sanitaria per le classi più povere.

Nel 1965, venne adottata la bandiera con la foglia di acero (Maple Leaf Flag), in passato il Canada aveva utilizzato l'Union Flag britannico come bandiera nazionale, con l'insegna rossa canadese riconosciuta come specifica variante. Nel 1968 venne eletto primo ministro il franco canadese Pierre Elliott Trudeau, la cui leadership lasciò un'impronta indelebile nella storia del paese. Capo del Partito Liberale (di sinistra), Trudeau governò dal 1968 al 1979 e dal 1980 al 1984.

I governi di Trudeau si caratterizzarono per un forte impegno sociale e per la creazione di un forte stato centrale, in opposizione al separatismo del Quebec, pur garantendo una diversità di status allo stato francofono. Negli anni di Trudeau furono aperte nuovamente le frontiere, chiuse negli anni successivi alla guerra mondiale. Se l'immigrazione negli anni precedenti era stata per lo più costituita da italiani, irlandesi o cittadini provenienti dall'Europa centrale, a partire dagli anni '70, la maggior parte dei migranti erano asiatici, che si stabilirono nelle grandi metropoli, in particolare Toronto, Montreal e Vancouver.

L'ultimo atto dei lunghi anni di governo Trudeau fu la definitiva indipendenza del Canada, anche se di fatto il paese era indipendente già dal 1848. Nel 1982 per la prima volta un atto del parlamento britannico veniva ratificato da quello canadese: il Candian Act, l'atto che dava la piena autonomia al paese nordamericano.

Nello stesso anno, il Parlamento di Ottawa promulgò la Costituzione del Canada. In quest'occasione furono approvati l'Official Languages Act, che rese il bilinguismo obbligatorio. La Carta dei diritti divenne parte integrante della Costituzione, in cui il multiculturalismo, la tolleranza e il rispetto delle religioni e delle differenze etniche hanno pieno spazio.

[Nell'immagine: Pierre Trudeau e l'ex primo ministro britannico Margaret Thatcher]

Il Quebec

A partire dagli anni '60, la regione francofona del Quebec subì profonde trasformazioni, dove il vecchio establishment, incentrato sulla chiesa cattolica, venne completamente rimpiazzato. Questo processo viene ricordato come la Rivoluzione Tranquilla (Quiet Revolution). Al tempo stesso la nuova leadership, guidata dal Parti québécois, partito nazionalista, pressò il governo federale per ottenere maggiore indipendenza. Le tensioni, però, aumentarono sotto la spinta del Front de Libération du Québec (Fronte di liberazione de Quebec, FLQ) un movimento nazionalista radicale che voleva trasformare la regione in una nazione sovrana. La strategia del FLQ era di chiara ispirazione terroristica. Nell'ottobre 1970, infatti, l'organizzazione rapì il diplomatico britannico, James Cross, e il ministro del lavoro del Quebec Pierre Laporte, ucciso dopo pochi giorni. La risposta di Ottawa fu durissima: in tutto il Quebec fu dichiarata la legge marziale e nell'arco di due mesi tutti i terroristi furono arrestati. Nel 1976, il Parti ottenne la maggioranza in Quebec e spinse sempre per una maggiore autonomia, fino a giungere al referendum del 1980 che, però, respinse le istanze di indipendenza del Parti, con una vittoria schiacciante.

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