L'indipendenza del Brasile (1822)

La storia della moderna nazione brasiliana coincide con l'arrivo dell'esploratore portoghese Pedro Álvares Cabral, il 22 aprile 1500. Trentadue anni dopo, i lusitani fondarono la prima colonia d'oltreoceano nell'attuale città di São Vicente, a pochi chilometri da San Paolo.

Nonostante le incursioni francesi e olandesi, le ribellioni di indios e schiavi africani, il Brasile rimase in mano portoghese fino al 1822, anno dell'indipendenza. Solo nel 1889, il Brasile divenne una repubblica, grazie ad una rivoluzione pacifica, guidata da Manuel Deordo Da Fonseca, capo dell'esercito imperiale.

Da Fonseca divenne il primo presidente del Brasile, ma la sua leadership durò solo due anni. Nel 1891, Da Fonseca promulgò una Costituzione presidenziale e federalista, basata sul modello statunitense, in cui il presidente della Repubblica era capo dell'esecutivo e il vasto territorio era diviso in Stati con propri organi di governo. Il paese, infatti, prendeva il nome di Repubblica degli Stati Uniti del Brasile, cambiato solo nel 1967 nell'attuale Repubblica Federale del Brasile

[Nell'immagine: Manuel Deodoro da Fonseca, il presidente del Brasile indipendente]

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