Politica ed economia brasiliana

Il Brasile è una delle più grandi economie mondiali, con un settore manifatturiero e terziario molto sviluppato, anche se, più di un quinto della popolazione lavora in quello agricolo. Le esportazioni di caffè e di agrumi sono la spina dorsale dell'economia, affiancata dalle vaste miniere d'oro, nickel, uranio e platino. I paesi di maggiore esportazione sono Stati Uniti, Argentina, Cina e Germania.

Il Brasile, inoltre, assieme a Argentina, Uruguay e Paraguay è uno dei fondatori del Mercosul (in spagnolo Mercosur), il mercato comune del sud America, nato con il trattato di Assunción nel 1991. Scopo del Mercosul è eliminare i dazi doganali tra i paesi membri, un po' come il MEC (Mercato Comune Europeo) prima dalla nascita di una vera e propria economia comunitaria.

Secondo la Costituzione promulgata nel 1988, dopo la fine del regime militare, il Brasile è una repubblica presidenziale, in cui il presidente, eletto per un mandato quadriennale, è sia capo dello stato che dell'esecutivo. Il parlamento è composto da due camere, il Senato Federale, in cui, ogni 8 anni, vengono eletti 81 senatori, e la Camera dei Deputati dove vengono eletti 513 parlamentari per un mandato di 4 anni. Il paese è diviso in 26 stati più il distretto federale di Brasilia, la capitale.

[Nell'immagine: San Paolo è il cuore finanziario del Brasile]

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