La rinascita tedesca dopo Norimberga

Dopo il lungo processo di Norimberga, iniziato il 20 novembre 1945, in cui furono processate le massime cariche del Terzo Reich, la Germania si è dovuta scrollare di dosso un passato ingombrante e oscuro. Hitler e la sua follia distruttiva hanno scosso dal profondo l’intera nazione, aprendo un complicato dibattito politico e culturale sulle responsabilità del popolo tedesco, del resto il Fuhrer fu democraticamente eletto il 14 settembre 1930.

Lo sterminio nazista non riguardò soltanto minoranze religiose e etniche, come ebrei, zingari e polacchi, ma anche gli stessi tedeschi: omosessuali, portatori di handicap e malati mentali. Anche se le leggi naziste non perseguitavano direttamente l’omosessualità, le stime di tedeschi col triangolo rosa (il marchio di stoffa degli internati per omosessualità, in tedesco rosa Winkel) oscillano da un minimo di 10.000 ad un massimo di 600.000 persone (numero estremamente fluttuante in base ai criteri adottati per classificare le vittime).

Altrettanto agghiacciante fu l'Aktion T4 (T4 è l'abbreviazione di “Tiergartenstrasse 4”, indirizzo berlinese del quartier generale dalla Gemeinnützige Stiftung für Heil und Anstaltspflege, l’ente pubblico per la salute e l'assistenza sociale nazista). Il T4 era il programma di eugenetica che prevedeva la sterilizzazione e in molti casi la soppressione di persone affette da malattie genetiche o da gravi malformazioni fisiche. Secondo alcune stime, attraverso il T4 furono sterminate circa 200,000 persone.

Dopo le atrocità della seconda guerra mondiale, la Germania (in particolare quella Ovest) è diventata, nel corso degli anni, simbolo di tolleranza e accoglienza. Alla base della moderna Costituzione tedesca, infatti, c’è il rifiuto totale dell’ideologia nazista e della superiorità della razza tedesca, diversamente lo stato si impegna a rispettare l’inviolabilità e l’inalienabilità dei diritti umani. La Germania, inoltre, è tra le nazioni europee (seconda solo all’Olanda) con le leggi più tolleranti nei confronti degli omosessuali, dal 2001 il matrimonio tra due persone dello stesso sesso è legalmente riconosciuto.

[Nell'immagine: Il Bundestag, sede del parlamento tedesco, con la sua cupola trasparente è il simbolo della rinascita tedesca dopo la seconda guerra mondiale]

La Germania e lo stato di Israele

Sul fronte estero, la politica di Wiedergutmachung portò la Germania Ovest nel 1952 alla firma di diversi trattati con Israele, impegnandosi a sostenere il nascente stato mediorientale. Nel 1979, sempre lo stato Ovest si fece garante della pace tra Israele e Egitto al termine della guerra dei 6 giorni. Altrettanto significativa è stata la mediazione tedesca (in questo caso, della Germania unificata) nel tentativo di porre fine al conflitto Israelo-Palestinese, dallo storico Accordo di Oslo del 1993 al Trattato di Pace del 1994. In quest’ottica, la Germania è dopo gli Stati Uniti il maggiore alleato dello stato israeliano.

Il principio di riparazione

In seguito alla tragica persecuzione degli ebrei culminata con i campi di concentramento e la cosiddetta soluzione finale, la politica estera tedesca è stata molto attenta nel riparare agli errori del passato assumendo il principio di Wiedergutmachung (restituzione o riparazione). Da un punto di vista legislativo, l’ufficio federale che ha l’incarico di riparare ai crimini del nazismo è il BEG (acronimo di Bundesentschädigungsgesetz, traducibile come Legge Federale di Compensazione). I primi pagamenti si ebbero a partire dalla prima metà degli anni ottanta, risarcendo circa 4 milioni di richiedenti, di cui il 40% proveniva dai sopravvissuti dell’olocausto residenti in Israele, il 20% dalla Germania e il restante 40% da altri paesi.

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