Il ventesimo secolo in Francia

La fine della Prima Guerra Mondiale vide la Francia vittoriosa, assieme alla Gran Bretagna e agli Stati Uniti, ma la recessione degli anni '30 portò ad una nuova fase di crisi. Del resto, la Francia fu il secondo paese, dopo la Polonia, ad essere invaso dalle truppe naziste. Per la Francia si aprì un periodo oscuro, tristemente segnato da una forma di "collaborazionismo" con gli occupanti. Il Governo fu trasferito a Vichy, retto da Henri Philippe Pétain che, nell'intento di attutire le conseguenze dell'occupazione, cooperò con i nazisti.

Soltanto lo sbarco dei militari americani in Normandia riuscì a liberare il paese dalle trupe tedesche. La resistenza antinazista fu guidata dal generale Charles De Gaulle, che da Londra prima e dall'Africa poi, organizzò le forze militari che facilitarono lo sbarco degli Alleati.

Il consenso politico per De Gaulle, però, arrivò solo dieci anni dopo la fine delle guerra e il 1° giugno del 1958 fu nominato Presidente del Consiglio dall'Assemblea Nazionale e il 21 dicembre divenne Presidente della repubblica. Con lui nacque la Quinta Repubblica (la Quarta si riferisce in genere a quella nata il 13 ottobre 1946, quando fu approvata la nuova costituzione, anche se per molti aspetti non fu altro che la continuazione della Terza Repubblica).

Nel 1962, infatti, De Gaulle introdusse una nuova costituzione in cui il Presidente veniva eletto direttamente dai cittadini. Qualche anno dopo iniziò la disfatta politica dell'ex generale, a partire dalla primavera del 1968, con le rivolte studentesche e operaie. Nel maggio di quell'anno, infatti, scesero in piazza milioni di lavoratori, con la richiesta di un aumento salariale. In poco più di una settimana furono occupate 50 fabbriche in tutte le maggiori città francesi. La rivolta operaia si legò a quella studentesca. Già agli inizi del mese, gli studenti avevano occupato la Sorbona e, in pochi giorni, la Francia piombò nel caos.

De Gaulle sciolse l'Assemblea Nazionale e indisse le elezioni per la fine di giugno. Anche se manifestazioni andarono scemando, la vita politica del Presidente stava giungendo al capolinea. All'inizio di aprile del 1969, De Gaulle si fece promotore di un referendum per dare maggior potere alle Regioni e al Senato, ma venne battuto. Alla mezzanotte e dieci minuti del 28 aprile si dimise, abbandonando per sempre la vita politica.

[Nell'immagine: Il generale Charles De Gaulle]

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