La fine del regime comunista in Polonia

Il 16 ottobre 1978, fu eletto il primo papa proveniente da un paese dell'est, Karol Józef Wojtyla, già vescovo di Cracovia. Nel clima di speranza suscitato dall'elezione del pontefice, comincia a muovere i primi passi, Solidarnosc, il sindacato indipendente, guidato da Lech Wałęsa, in aperta opposizione al regime socialista e di chiara ispirazione cattolico-popolare.

Gli anni '80 furono anni di profondi cambiamenti, di lotte intestine, scaturite soprattutto dalla povertà sempre più dilagante nel paese. L'aumento del debito estero, pari a 20 milioni di dollari, la mancanza di un'economia solida, indussero il governo ad aumentare in maniera esponenziale i prezzi dei prodotti alimentari. Ne scaturirono una serie di proteste che dalla città portuale di Danzica, sede di Solidarnosc, dilagarono in tutto il paese.

Nel 1981 il ministro della difesa Wojciech Witold Jaruzelski annunciò l'introduzione della legge marziale, assumendo il comando della nazione. La legge marziale rimase in vigore fino al 1983, e solo nel 1986 il governo promulgò un'amnistia generale con cui scarcerò la maggior parte dei prigionieri politici.

Il crollo del Muro di Berlino divenne il simbolo di una serie di cambiamenti iniziati dalla seconda metà degli anni '80, grazie soprattutto all'operato del presidente russo, Michael Gorbachev. La Polonia, grazie anche all'appoggio della comunità internazionale, fu il primo paese socialista a decretare la fine del regime e l'indipendenza da Mosca.

A partire dalla primavera del 1988, dopo una nuova serie di scioperi in tutto il paese, il governo di Varsavia dovette aprire la strada al dialogo con Solidarnosc, ammettendo alle elezioni dell'anno successivo anche la partecipazione (se pur ridotta) di partiti non comunisti. Dopo le consultazioni, Jaruzelski incaricò Tadeusz Mazowiecki, giornalista e attivista politico che, per la prima volta dopo 40 anni, formò un governo non comunista.

In soli tre anni, dal 1989 al 1991, la Polonia attuò una serie impressionante di riforme, abbandonando il vecchio sistema economico comunista, autosufficiente e dipendente dai finanziamenti russi, par aprirsi al libero mercato. Il Partito dei Lavoratori si dissolse nel 1990, dando vita al partito di sinistra Social Democratico. Nello stesso anno, Lech Walesa fu eletto presidente, diventando il primo leader polacco ad essere eletto direttamente dal popolo.

Nonostante la ritrovata libertà, gli anni '90 continuarono ad essere anni di grossi sacrifici per il popolo polacco. Nel 1995 una forte inflazione si abbatté sull'economia, tanto da spingere il governo ad introdurre una nuova moneta il nuovo Zloty, svalutando quella precedente. A partire dalla fine del XX secolo, però, l'economia risalì la china diventando la più florida di tutta l'Europa dell'Est, aprendo le porte all'entrata della Polonia nell'Unione Europea.

[Nell'immagine: Il leader di Solidarnos, premio nobel per a pace nel 1983, Lech Walesa]

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