La neutralità svedese

La Svezia non prese parte alla Seconda Guerra Mondiale, dichiarandosi neutrale, ma di fatto offrì rifugio a molti degli ebrei che riuscirono a scappare dalla Danimarca, dalle repubbliche baltiche e dalla stessa Germania. Inoltre garantì appoggio logistico alle truppe militari alleate.

D'altro canto, molti storici contestano il ruolo del paese scandinavo, denunciando un intenso traffico di acciaio e di macchinari da Stoccolma a Berlino. Dopo le devastazioni della guerra, la Svezia fu una delle poche nazioni solide del Vecchio Continente e preferì mantenere il proprio status di neutralità.

Nonostante si fosse rifiutato nel 1949 di entrare nella Nato, il governo svedese prese parte del Piano Marshall per la ricostruzione delle nazioni entrate sotto l'influenza americana. Ma allo stesso tempo, sempre per non compromettere il principio di neutralità, nel 1971 la Svezia rifiutò l'ingresso nella Comunità Europea (della quale fa parte solo dal 1995).

[Nell'immagine: Dag Hammarskjöld segretario delle Nazioni Unite dal 1953 al 1961]

La patria dei diplomatici

La Svezia entrò a fare parte dell'ONU nel 1946, e proprio per la sua neutralità, divenne "patria" di diplomatici nonché sede di storici incontri. Nel 1953, Dag Hammarskjöld fu nominato segretario generale delle Nazioni Unite, carica che ricoprì fino alla sua morte nel 1961 e ricevette, postumo, il premio Nobel per la pace. Carl Bildt, primo ministro svedese dal 1991 al 1994, è stato inviato speciale per la crisi nei Balcani, ricoprendo diversi ruoli all’interno delle Nazioni Unite. Bernt Wilmar Carlsson, fu nominato nel 1987 commissario ONU in Namibia, all’epoca occupata militarmente dal Sudafrica, carica che ricoprì fino al 1988, anno in cui morì nell’attentato al volo PanAm 103 presso Lockerbie. In precedenza, però, Carlsson aveva svolto un ruolo fondamentale nella soluzione del conflitto tra Iran e Iraq. Hans Blix, direttore generale della IAEA (International Atomic Energy Agency, l'Agenzia internazionale per l'Energia Atomica), dal 1980 a 1997 ebbe il compito di ispezionare il programma atomico di Saddam.

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