I culti indigeni

Sebbene la maggior parte delle popolazioni africane si dividono tra Cristiani e Musulmani, le religioni indigene ricoprono un ruolo ancora fondamentale nella vita di molte persone, capaci di mantenere vive le tradizioni più antiche del continente.

Molteplici sono i culti praticati, ma tutti hanno dei tratti comuni, come la fede in un solo dio e in una miriade di figure semidivine, oppure i riti di passaggio che segnano il trapasso dall’infanzia all’età adulta, i riti sacrificali che necessitano l’uccisione di un essere vivente per ingraziarsi la benevolenza divina e la venerazione degli spiriti ancestrali.

Nella storia del continente le religioni animiste hanno ricoperto anche un importante ruolo politico, come si può leggere nell’accurato speciale pubblicato dalla BBC, The Story of Africa, "gli spiriti hanno guidato le rivoluzioni contro i tiranni europei e africani, gli antenati hanno spinto ad atti di distruzione e imposto la deposizione di tiranni e capi."

Come spesso accade all’interno di piccole tribù indigene, all’interno delle cerimonie religiose e delle preghiere sono ancora evidenti i bisogni e le difficoltà che gli individui dovevano affrontare, collegati al raccolto, alle carestie e alle condizioni climatiche avverse. Per esempio, la preghiera dei Nandi in Kenia riflette l’importanza del bestiame all’interno della comunità: Dio difendi me, i bambini e il bestiame, Dio proteggi per noi il bestiame, Dio dacci la salute!

[Nell'immagine: Bambini vestiti con gli abiti tipici dell'etnia Nandi]

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