Dall'antico Egitto all'indipendenza

Gli storici generalmente fanno risalire la nascita dell’Egitto al 3100 a.C., quando Narmer, il primo sovrano della I Dinastia, unificò l'Alto e il Basso Egitto.

Nuovi scavi archeologici, però, dimostrerebbero la presenza della civiltà egizia almeno un millennio prima. Nonostante le invasioni greche prima e romane poi, la cultura egizia continuò a risplendere, ammaliando e influenzando quella dei conquistatori.

A partire dal 395 d.C. l’Egitto divenne parte dell’Impero romano d’Oriente, fino alla conquista araba nel VII secolo. La presenza araba, come in tutti i stati nordafricani, trasformò profondamente la società e la cultura della nazione. In particolare, furono intensificati gli scambi con gli stati della regione mediorientale, come Siria e Yemen, anch’essi sudditi della dinastia Ayyubidi.

In epoca moderna, approfittando dell’indebolimento dell’impero Ottomano, la Francia di Napoleone invase nel 1798 le coste Egiziane. La presenza francese durò solo tre anni: con l’aiuto delle forze britanniche, i turchi, guidati dall’ufficiale ottomano Muhammad Ali, ripresero il controllo della regione.

Muhammad Ali, nominato governatore d’Egitto, cercò di modernizzare il paese, sia da un punto di vista politico che economico, e avviò una dinastia vicereale. Nei primi anni del XX secolo, però, a causa debito estero del troppo alto, l’Egitto cadde sotto controllo britannico, fino a diventare nel 1914 protettorato di Sua Maestà.

Dalla sua indipendenza, il 28 febbraio 1922, l’Egitto era stato dichiarato una monarchia, ma il 23 luglio del 1952 un colpo di stato dell’organizzazione militare clandestina Liberi Ufficiali, guidata da Muhammad Neghib e Gamal Abdel Nasser, depose la dinastia fondata da Muhammad Ali e proclamò la repubblica.

Nel 1956 lo stesso Nasser divenne presidente e dopo solo un mese di governo decretò la nazionalizzazione dello stretto di Suez, sancendo così la fine della presenza britannica. In quegli anni l’Egitto divenne superpotenza araba, tanto da dichiarare guerra contro Israele, nel 1948 e nel 1956, fino alla rovinosa guerra dei 6 giorni del 1967, in cui Israele occupò la striscia di Gaza e la penisola del Sinai.

Fu il successore di Nasser, Anwar al-Sadat, premio Nobel per la pace e primo leader arabo ad andare in visita ufficiale in Israele, a cambiare la politica estera egiziana, abbandonando le posizioni filo sovietiche e indirizzando il paese verso una collaborazione con l’Europa e gli Stati Uniti. Nel 1979, Sadat firmò il trattato di pace con Israele, firma che, nel 1981, gli costò la vita in un attentato organizzato da militanti islamici.

[Nell'immagine: Gamal Abdel Nasser]

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