La crisi degli ostaggi nell’ambasciata statunitense a Teheran

Il 4 novembre 1979 alle 6:30, un folto gruppo di studenti islamici irruppe nell'ambasciata americana a Teheran prendendo in ostaggio l'intero corpo diplomatico. Subito iniziarono le trattative diplomatiche, ma senza grandi successi. Così, il 24 aprile 1980, l'amministrazione Carter lanciò l'operazione militare Eagle Claw per liberare gli ostaggi, ma fu l’ennesimo fallimento, se si considera che nelle operazioni persero la vita anche otto soldati americani. Solo il 19 gennaio 1981 la diplomazia americana e quella iraniana siglarono una serie di accordi ad Algeri, in cui gli Usa si impegnavano a non interferire nella politica interna del paese mediorientale. Artefice degli accordi fu Warren Christopher, futuro segretario di stato della prima amministrazione Clinton. Il 20 gennaio 1981, poche ore dopo l'elezione del nuovo presidente Ronald Reagan, i 52 ostaggi tornarono negli Stati Uniti. Dal 1979, proprio in seguito al rapimento dei diplomatici, USA e governo di Teheran non hanno relazioni diplomatiche dirette.

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