La guerra civile spagnola e l'avvento di Franco

A partire dal 1936, gli scontri tra i ribelli franchisti (Nacionales) e i le truppe governative (Republicanos), si trasformò in una vera e propria guerra civile che nel 1939 diede inizio a una delle più dure dittature di tutta Europa.

Appoggiato dalla Germania nazista e dall'Italia fascista, Francisco Franco guidò la rivolta contro il governo guidato dal Fronte Popolare (coalizione politica sostenuta per lo più dai partiti di sinistra).

In un contesto internazionale, la guerra civile fu vista come lo scontro tra le forze di democratiche e quelle nazi-fasciste. Molti intellettuali si schierarono a favore del Fronte Popolare, come Ernest Hemingway e George Orwell, considerando la causa dei Republicanos una battaglia fra tirannia e democrazia, fascismo e libertà.

Il 1° aprile 1939, il capo delle forze nazionaliste, il "Generalissimo" Francisco Franco, dichiarò la fine delle ostilità. I repubblicani avevano perso la guerra civile. Nacque lo Stato Spagnolo (così battezzato per rimarcare la contrapposizione rispetto ad altri sistemi politici, come la repubblica o la monarchia). A partire dal 1939 la vita politica fu monopolizzata dal Movimento Nazionale, coalizione in cui confluirono diverse anime, tutte di ispirazione nazional-socialista e cattolica.

Sebbene i fascisti, sia in Spagna che all'estero, avessero appoggiato il regime di Franco, la direzione politica che quest'ultimo diede alla Spagna non fu connotata da una chiara ispirazione ideologica. Piuttosto Franco era un reazionario, contrario al comunismo e al socialismo, ma incapace di elaborare un'ideologia originale.

Di certo, il regime di Franco fu di destra, nel rispetto della secolare cultura autoritaria spagnola costituiti dalla triade "Trono, Spada e Altare" (vale a dire Monarchia, Esercito e Chiesa). Fu istituita una censura potentissima, operante su tutti i fronti, sia politici che sociali. Lo spagnolo (nella sua variante casigliana) divenne l'unica lingua ufficiale, nonostante milioni di cittadini ne parlassero altre (come il catalano, basco o galiziano).

Nel 1947 con la Ley de Sucesión en la Jefatura del Estado, Franco proclamò la Spagna una monarchia, ma non designò un monarca. De facto, la sua figura somigliava molto a quella del sovrano: vestiva l'uniforme di Capitano Generale (tradizionalmente riservata al re), e il suo ritratto appariva sulla moneta spagnola. Durante la seconda guerra mondiale, la Spagna rimase neutrale, anche se truppe volontarie partirono a fianco della Germania nella campagna di Russia. Dopo la guerra, le nazioni vincitrici isolarono la Spagna, considerando il regime di Franco roccaforte del fascismo nel Vecchio Continente.

E con una risoluzione le Nazioni Unite imposero un embargo contro il governo di Madrid, l'unico appoggio arrivò dal Portogallo di Slazar e dall'Argentina di Perón. Negli anni più caldi della Guerra Fredda, però, gli Stati Uniti cercarono nuovi alleati in Europa e nel 1959, il presidente Eisenhower volò a Madrid, ponendo fine all'isolamento del paese. A partire dalla fine degli anni '50, la Spagna visse anni di grande boom economico, il cosiddetto Desarrollo (miracolo) spagnolo.

Nel giro di un ventennio, l'economia crebbe a ritmi impressionanti (seconda solo a quella giapponese), grazie a una serie di riforme liberali che fecero entrare il paese all'interno del sistema industriale moderno. Icona del Desarrollo fu la SEAT 600 (SEAT è acronimo di Sociedad Española de Automóviles de Turismo), "imitazione" autorizzata della FIAT 600, la prima auto per la classe operaia spagnola.

[Nell'immagine: Francisco Franco]

L'eredità di Franco

Dopo anni di dibattiti e controversie, nel 2004 fu istituita una Commissione per restituire la memoria delle vittime del franchismo (Comisión para reparar la dignidad y restituir la memoria de las víctimas del franquismo), diretta dalla vice presidente María Teresa Fernández de la Vega. Due anni dopo, il Parlamento Europeo condannò fermamente le "enormi e serie violazioni" dei diritti umani negli anni del franchismo. L'Associazione per il recupero della memoria storica, iniziò la ricerca sistematica di cimiteri di massa in cui venivano gettati gli oppositori uccisi dal regime. Nel 2007 il governo Zapatero approvò la legge sulla memoria storica della Spagna, attraverso la quale si riconoscevano i crimini commessi durante il regime franchisti.

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