Il problema linguistico africano

Con la nascita degli stati indipendenti africani, la question linguistica ha assunto un aspetto per nulla marginale. Il rapporto tra lingua e strutture politiche è molto più incisivo proprio in quegli stati in cui la presenza coloniale ha imposto un ordine difficile da riequilibrare e le scelte linguistiche adoperate dagli stati nazionali sono il riflesso diretto di tale squilibrio.

Il rischio, infatti, è proprio che la varietà linguistica del continente venga sempre più sparendo in favore delle lingue europee come il francese e l'inglese. In Nigeria si parlano oltre 60 lingue, come lo yoruba, lo hausa e l'igbo, ma è l'inglese l'unica lingua ufficiale, capace di risolvere i problemi di comunicazione tra le varie etnie.

Lo stesso accade in Senegal con il francese. Nonostante il wolof sia lingua nazionale e il peso di intellettuali come Senghor che ne hanno favorito produzione letteraria, la lingua dei coloni europei è l'unica ufficiale e considerata colta.

Il Sudafrica, invece, è l'unico paese a riconoscere come ufficiali una molteplicità di lingue africane, (Zulu, Xhosa, Swazi, Ndebele, Sesotho, Sesotho del nord, Tsonga, Tswana, Venda), ma l'Afrikaans e l'Inglese rivestono comunque un ruolo di prestigio.

La Somalia è uno dei pochi stati che non avrebbe avuto problemi di pianificazione linguistica nel momento dell’indipendenza: il somalo, pur con varianti dialettali non sempre insignificanti, è la lingua del 95% della popolazione.

Ma la pressione dei paesi colonizzatori, Italia e Gran Bretagna, ne hanno complicato notevolmente il quadro linguistico. Al tempo stesso, anche l'arabo, il cui valore era strettamente legato all'Islam, religione di stato, aveva un notevole peso. Fu Siyaad Barre che nel 1972 decise di adottare il somalo come lingua ufficiale, scritto però con l'alfabeto latino.

L'arabo fu la lingua dei colonizzatori in Nordafrica. Anche se l'islamizzazione non coincise sempre con l'arabizzazione linguistica, di sicuro l'uso della lingua semitica soppiantò molte delle parlate locali, in particolare il berbero.

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