Olof Palme

Olof Palme è stato un politico svedese divenuto famoso perché nel 1986, durante il suo secondo mandato come primo ministro, venne assassinato.

La carriera politica si Palme iniziò negli anni '50, all'interno del partito Socialdemocratico svedese. Nel 1969 il primo ministro Tegar Erlander diede le dimissioni e la guida del partito passò nelle mani di Olof Palme, all'epoca Ministro dell'Educazione.

Le posizioni di Palme erano molto più radicali del suo predecessore, tanto da conquistarsi l'appellativo di "riformista rivoluzionario". Sul piano internazionale Palme fu molto duro nei confronti degli Stati Uniti, soprattutto per la guerra in Vietnam.

Il 23 dicembre del 1972, infatti, in un discorso alla radio svedese, Palme paragonò in bombardamenti statunitensi su Hanoi, la capitale del Vietnam del Nord, ad una serie di atrocità, riassunte iconograficamente nella Guernica di Picasso. La risposta di Washington fu secca: i paragoni fatti dal primo ministro svedese erano un "insulto vergognoso" e congelò ogni rapporto diplomatico con Stoccolma (rapporti che furono riaperti solo un anno dopo).

Palme non risparmiò nemmeno il regime di Mosca, in occasione della repressione in Cecoslovacchia, durante la famosa primavera di Praga. Dura anche l'opposizione all'apartheid in Sudafrica e al regime di Franco in Spagna.

Intanto, gli anni settanta segnarono un brusco rallentamento nella crescita economica svedese (come del resto in tutto il mondo occidentale, a seguito della crisi petrolifera del '73). La popolarità di Palme, che aveva attirato a sé non solo l'inimicizia americana, ma anche l'odio da parte dei conservatori svedesi, si avviò al declino. Nel 1976, infatti, salì alla guida della Svezia Thorbjörn Fälldin, leader del Partito di Centro che pose fine a 44 anni di governi socialdemocratici.

Il nuovo esecutivo durò solo 2 anni. Nel 1978, il Parlamento bloccò la costruzione di nuove centrali atomiche, costringendo alle dimissioni Fälldin, che ne era il principale sostenitore (nel 1980, infatti, con un referendum la Svezia rifiutò l'uso dell'energia atomica e avviò il processo di smantellamento delle varie centrali). Nelle elezioni del 1979 Fälldin ritornò a guidare l'esecutivo, ma nell'82 i Socialdemocratici, ancora una volta guidati da Palme, tornarono al potere.

La carriera politica di Palme, però, fu stroncata la sera del 28 febbraio del 1986 dalla mano di un misterioso assassino. Mentre rientrava in casa assieme alla moglie, un uomo coperto da un cappello gli sparò un colpo alle spalle, freddandolo all'istante. Fu colpita anche la moglie che se la cavò con una semplice ferita.

Il primo ad essere sospettato fu Victor Gunnarsson, un estremista di destra, arrestato la notte stessa dell'omicidio, ma rilasciato dopo poco per mancanza di prove (Gunnarsson fu poi trovato morto nel 1993 in North Carolina, ucciso dall'ex ufficiale di polizia Lamont C. Underwood). Due anni dopo fu arrestato Christer Pettersson, un tossicodipendente già conosciuto dalla polizia di Stoccolma. Nonostante non fosse mai stata trovata l'arma del delitto e, all'apparenza non c'era un vero movente per l'omicidio (secondo l'accusa, il primo ministro era stato scambiato per uno spacciatore), Pettersson fu condannato all'ergastolo. Dopo solo un anno, nel processo di secondo grado, Pettersson fu scagionato per assenza di prove e indennizzato con una somma di 50mila dollari.

In una serie di interviste, Pettersson, quasi sempre sotto effetto di stupefacenti, ammise di aver ucciso Palme ma, nel 1998 la Suprema Corte rifiutò di aprire una nuova istruttoria su di lui, di nuovo per mancanza di prove. Il 15 settembre 2004, Pettersson fu ricoverato al Karolinska Ospedale, dove dichiarò di essere stato aggredito dalla polizia, e morì per emorragia celebrale due settimane dopo.

Diverse sono le ipotesi sull'omicidio di Palme, molte legate alle drastiche posizioni assunte dal primo ministro in politica estera – alcuni hanno supposto una vendetta proveniente dal Sudafrica (per le dure posizioni contro l'apartheid), altri hanno tirato in ballo una possibile cellula deviata del PKK, il partito dei lavoratori curdi, oppure la RAF (Rote Armee Fraktion) organizzazione terroristica tedesca di estrema sinistra.

Una delle poche voci fuori dal coro sembra essere quella dello scrittore e criminologo svedese Leif GW Persson, il quale ipotizza l'esistenza di una pista "interna", dato che proprio quella sera Palme aveva "'licenziato' le guardie del corpo. Secondo Persson, "Palme fu ucciso per motivi politici da persone che avevano buone informazioni sui suoi giri e sapevano come prenderlo", perché "quando, nel 1986, Palme fu assassinato, fu la crisi dello Stato Sociale - dopo ci furono dei governi conservatori-liberali" (l'intervista http://www.wuz.it/intervista/2526/leif-persson.html).

[Nell'immagine: Olof Palme fu primo ministro dal '69 al '76 e dall'82 fino al 1986 anno della sua morte]

La pista italiana

Ad aprile del 1990 il quotidiano svedese Dagens Nyheter scrisse che Licio Gelli, il Gran Maestro della loggia P2, avrebbe spedito, tre giorni prima dell’assassinio, un telegramma ad un agente della Cia: "dite al vostro amico che l'albero svedese sarà abbattuto". Secondo la commissione d’inchiesta svedese la notizia era di estrema rilevanza. Intanto il giornalista della Tg1 Ennio Remondino portò avanti un'inchiesta che, però, ebbe vita breve. Licio Gelli denunciò la Rai, Francesco Cossiga allora presidente della Repubblica, scrisse una lettera al presidente del Consiglio Giulio Andreotti e il direttore del TG1 Nuccio Fava fu licenziato. Qualche anno dopo, in un'intervista l'ex agente Cia, Dick Brenneke, oltre a confermare l'esistenza del telegramma, dichiarò che la Cia finanziava la P2 per contrabbandare armi e droga e per destabilizzare il paese.

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