Il sistema politico iraniano

L'Iran è una teocrazia islamico sciita, le cui strutture sono piuttosto complesse. Il progetto politico dell'Ayatollah Khomeini era, infatti, la creazione di uno stato conforme ai precetti del Corano. Per questo motivo, ogni decisione politica dev'essere rigidamente vagliata dalla comunità religiosa e dagli esperti di dottrina islamica.

Dopo la rivoluzione del 1979, il leader dell'Iran è la Guida Suprema (Rahbare Moazzam), eletto dall'Assemblea degli Esperti, composta da 86 mujtahid, studiosi islamici. La Guida viene scelta in base al proprio curriculum e del grado di stima goduto presso la popolazione. A sua volta, la Guida Suprema nomina il Consiglio dei Guardiani, composto da 12 membri il cui compito è approvare le candidature alla presidenza della Repubblica e certificare la loro competenza e quella del parlamento, al pari delle più alte cariche giudiziarie.

Il capo di Stato è il Presidente, eletto a maggioranza assoluta con suffragio universale. Il suo mandato ha durata quadriennale e vigila sul buon andamento del potere esecutivo. Dopo la sua elezione, il Presidente nomina e presiede il Consiglio dei Ministri, coordina le decisioni del governo e seleziona le decisioni governative da sottoporre al parlamento.

Il parlamento iraniano, monocamerale, chiamato Assemblea Consultiva Islamica (Majles), è composto da 290 membri, anch'essi con mandato quadriennale. Sin dal suo inizio, la legislazione deve essere vagliata dal Consiglio dei Guardiani in base al principio della cosiddetta vilaet-e faqih, ossia la "tutela del giurisperito", per controllare che le leggi non siano in contrasto col Corano e la dottrina islamica.

[Nell'immagine: L'Ayatollah Khamenei]

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